Archivo General de Indias: la storia sudamericana a Siviglia

Fra il Real Alcázar e la Cattedrale di Siviglia, c’è un edificio che contiene le cronache di 300 anni di storia del Sudamerica: l’Archivo General de Indias. Un luogo tanto importante da essere stato dichiarato Patrimonio Mondiale dall’Unesco nel 1987.

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Archivo General de Indias: l’antefatto

Dopo la “scoperta” dell’America avvenuta nel 1492 ad opera di Cristoforo Colombo e finanziata dai re spagnoli, Siviglia divenne una delle città più importanti d’Europa. La ragione stava nel fatto che, grazie alla navigabilità del fiume Guadalquivir, Siviglia fu l’unico porto ad avere la licenza per commerciare con il Nuovo Mondo. La casa de contrataciones, luogo nel quale veniva controllato il commercio, aveva sede nel Real Alcázar mentre commercianti e marinai in cerca di una nave sulla quale lavorare, si intrattenevano spesso davanti alla Puerta del Perdón, una delle principali porte d’accesso alla Cattedrale. Questo profanamento di un luogo tanto sacro, attirava feroci critiche che vennero spente solo quando si decise di costruire, poco distante, un luogo più adatto a quegli scopi.

Archivo General de Indias: la costruzione della Lonja

Fu così che nel 1584, iniziarono i lavori per poter costruire una Lonja (una sorta di antica Borsa) in cui si sarebbe potuto parlare del commercio con il Nuovo Mondo, dei prezzi delle merci, delle date di partenza … Il primo architetto fu Juan de Herrera, al quale seguirono Juan de Minjares, Alonso de Vandelvira e Miguel de Zumárraga. Anche se i lavori si conclusero nel 1646, già dal 1598 la Lonja iniziò a popolarsi di mercanti.

Archivo General de Indias: il declino di Siviglia

Dalla metà del 1600, il Guadalquivir iniziò ad avere problemi di navigabilità e, non meno grave, la peste colpì la città. Per questi motivi si decise di cambiare anche il luogo delle contrattazioni che venne spostato a Cadice (Cádiz). La Lonja venne abbandonata per anni e si convertì in un rifugio per i senzatetto e i mendicanti.

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Archivo General de Indias: la rinascita di Siviglia

Avvennero due eventi che portarono alla costruzione dell’Archivo General de Indias: il primo era che l’antico archivio reale (situato a Simancas, in provincia di Valladolid, dal 1500) era pieno e il secondo era il diffondersi di un’idea negativa rispetto alla colonizzazione e fu proprio l’idea di “far vedere i traffici con il Nuovo Mondo in una luce diversa” che il re Carlo III decise di far conservare tutti i documenti relativi agli scambi con l’America in un unico luogo. Venne incaricato Juan Bautista Muñoz di scegliere un edificio adeguato a tale scopo, tanto grande da raccogliere i documenti fino a quel tempo custoditi a Madrid, Siviglia, Cádiz e Simancas.

Archivo General de Indias: la nascita

Muñoz decise che il luogo adatto fosse la Lonja di Siviglia e, dopo numerose opere di ristrutturazione, adattamento e abbellimento (scale di marmo di Málaga e librerie di cedro cubano), nel 1785 nacque l’Archivo General de Indias. E’ lì che, da quell’anno, vengono inviati tutti i documenti relazionati con il Nuovo Mondo (las Indias, appunto).

Archivo General de Indias: funzioni attuali

L’Archivo General de Indias non è solo un luogo di conservazione dei documenti, ma anche di studio dei 43.000 fra carte, lettere, accordi e testi raccolti. Fra i documenti più importanti, si possono trovare le lettere fra Cristoforo Colombo e i re spagnoli e il Trattato di Tordesillas ovvero il trattato ratificato da Spagna e Portogallo per la suddivisione dei territori in Sudamerica. Attualmente tutti i documenti sono stati informatizzati ed è quindi possibile visionarli tramite il sito internet, un sistema che preserva anche dalla manipolazione e dal deterioramento. L’Archivo General de Indias è aperto al pubblico ed è gratuito e ospita anche una biblioteca, una sala di lettura e delle esposizioni temporanee, sempre relazionate con il Nuovo Mondo. In una stanza, l’unica non fotografabile, trovate anche un dipinto del Goya.

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