Il Camí de Cavalls: l’esperienza di Walter Dellisanti

Quando pensiamo a un Cammino da fare in Spagna, pensiamo tutti, inevitabilmente, al Cammino di Santiago. Ma è davvero l’unico percorribile? Non molti conoscono il Camí de Cavalls (il Cammino dei Cavalli, così chiamato perché era il percorso fatto per vigilare da terra gli eventuali attacchi dal mare), un percorso che si snoda sulla costa dell’isola di Minorca per 185 km. Se non lo conoscete, vi consiglio caldamente di leggere il libro di Walter Dellisanti “El Camí: storia di un cammino qualunque. Il suo libro racconta la sua avventura, iniziata in solitaria nell’agosto del 2015, le sue emozioni in viaggio alla scoperta di nuovi luoghi e della natura, le magnifiche spiagge e le persone che ha conosciuto durante il suo viaggio, che si è concluso, 14 giorni dopo, insieme alla nuova amica catalana Vianney. Dopo la lettura, avevo un po’ di dubbi e di domande e chi, meglio dell’autore, poteva aiutarmi a risolverli? Ecco allora cosa mi ha raccontato Walter, in riferimento a questa sua esperienza.

Walter Dellisanti - aspassoperlaspagna.it

Ciao Walter! Sono molto curiosa di sapere come mai hai deciso di fare questo Cammino e non quello più famoso di Santiago? Come eri venuto a conoscenza del Camí de Cavalls?
Ciao Stefania! Il Cammino di Santiago è sempre stato per me un’avventura da cui prendere spunto e ispirazione per i propri viaggi, ma all’epoca non mi sentivo pronto ancora ad affrontare tutti quei 900 km, nè avevo la minima idea di cosa potesse essere improvvisarsi viandante. La scelta è ricaduta sul Camí de Cavalls un po’ per caso, quando una mia amica mi ha consigliato di visitare l’isola di Minorca per la sua bellezza incontaminata e allora mi sono messo con pazienza a cercare informazioni per qualche giretto in solitaria sull’isola, ed ecco che ho scoperto così il Camí de Cavalls. Da questa scoperta, ho conosciuto l’esistenza di diversi cammini appartenenti alle Gran Routes che possono essere affrontati con più tranquillità rispetto al cugino maggiore di Santiago.

Una cosa che mi è rimasta molto impressa, rispetto anche ai racconti delle persone che hanno fatto il Cammino di Santiago, è che non ti sei mai ammalato o infortunato durante il viaggio. Hai dei consigli pratici per chi deve fare lo stesso percorso?

E’ stato l’unico viaggio in cui sono partito con ben pochi medicinali, se non quelli di primo soccorso. Già il primo giorno, una ragazza incontrata nella baia di Platja des Grau mi ha raccomandato di far attenzione ai pipistrelli e soprattutto alle persone. Io ho avuto la fortuna di soffrire solo negli ultimi giorni per una caviglia infiammata, probabilmente per questioni di peso e terreno sconnesso.
 
Un’altra cosa che mi ha molto stupito è che, leggendo il libro, sembra non ci sia mai stato un momento dove avevi paura che ti rubassero le tue cose o dove ti sei sentito in pericolo. E’ così?
Affrontando un Cammino del genere nella maniera in cui l’ho vissuto io, non c’è bisogno di aver paura di alcunchè, ritrovandosi dispersi in una qualche spiaggia, solo tu e la natura intorno a te. Certo, le uniche volte che ho avuto realmente paura, è stato quando abbiamo attraversato le città, non tanto per le popolazioni in sè (credo che gli isolani siano le persone in assoluto più affidabili) quanto per le spiagge cittadine.
Minorca - El camì
 
Non parli mai di cellulari nè di Italia nel tuo racconto. Hai avuto contatti con i tuoi familiari o amici durante il tuo percorso? Quanto è stato difficile (o facile) disintossicarsi dalla tecnologia?
Esattamente! E’ stata forse l’occasione giusta per disintossicarsi un po’, non c’era assolutamente motivo di restare connessi tecnologicamente con l’altra parte del mondo. Certo, una connessione con le persone più care c’è sempre stata anche lungo il Cammino, probabilmente mi ha portato fortuna. Le uniche volte che ho usato il cellulare è stato per guardare il gps nei momenti in cui veniva perso il sentiero, per disattenzione o confusione.

C’è qualcosa che, tornando indietro, faresti diversamente?

Probabilmente rifarei molte delle cose fatte e riprenderei gli stessi sentieri. Le uniche cose che invece forse rimpiango sono stati i fari non visti o non visitati. Sull’isola di Minorca ci sono 5 fari, tutti bellissimi, tutti con una visuale diversa dall’altro o con un tramonto o alba differenti. E’ una caratteristica che ho scoperto purtroppo solo dopo, sul momento pensavo solo ad andare avanti per il Camí. Tornassi indietro mi fermerei a guardare un tramonto da Punta de Cavalleria o un’alba dal faro di Favaritx.

Un’ultima curiosità: ti senti ancora con Vianney?

Con alcuni dei camminanti siamo rimasti in contatto e spesso riusciamo anche a scriverci. Con Vianney invece è nata una grande amicizia: ci sentiamo soprattutto per consigli sui nuovi Cammini o percorsi da prendere nella vita. Penso che questo tipo di esperienze ti restino dentro e siano molto utili per l’accrescimento personale.

Copertina El Camì

22 Responses

  1. Salvatore ha detto:

    ciao, sapresti indicarmi le tappe piu’ belle di questo cammino? Purtroppo in 4 giorni mi è difficile farlo tutto, quindi volevo sceglierne 3
    grazie!

    • Stefania ha detto:

      Ciao Salvatore! Ho parlato con Walter che mi ha detto che, in 4 giorni e con una buona preparazione, si può andare da Mahon a Cala Pregonda oppure fare il tratto a nord dell’isola 😉 Buon Cammino!

  2. Purtroppo la Spagna l’ho visitata molto poco… Non penso che riuscirei a fare un cammino del genere… ma la.passione delle persone è davvero coinvolgente!

    • Stefania ha detto:

      Ciao Giulia! Sì, sono percorsi duri da affrontare ma penso che quello che questa esperienza ti dà, sicuramente merita lo sforzo fatto 🙂

  3. Chiara ha detto:

    Non conoscevo questo cammino, quello di Santiago li batte sicuramente tutti a livello di fama! Tutte le volte che sento parlare di esperienze di questo tipo ascolto affascinata, io non credo che ce la farei! 🙂

  4. vagabondele ha detto:

    Ammiro chi ha il coraggio di compiere imprese di questo tipo, i cammini sono affascinanti, gli incontri unici e vorrei tanto avere la tempra per farli!
    Grazie per il suggerimento del libro e di questo cammino, che non conoscevo e che mi ispira come non mai!

    • Stefania ha detto:

      Ciao! Ho parlato con altre persone che ne hanno percorso, anche solo un tratto, e hanno tutte un fantastico ricordo! Chissà…un giorno….

  5. Camilla ha detto:

    Non conoscevo questo cammino, forse perché non sono informata oppure perché di cammino “famoso” se ne conosce uno solo.
    Comunque il libro mi interessa moltissimo e lo leggerò volentieri 🙂

    • Stefania ha detto:

      Ciao Camilla! Sì, è stata una bella scoperta anche per me e, se come me, non hai mai fatto un Cammino del genere, il libro ti aiuta a capire cosa si prova davvero 🙂

  6. Elisa e Dintorni ha detto:

    In effetti non avevo mai sentito parlare di questo cammino. Forse la sua unicità non si cela solo nei paesaggi e nella storia, o nei bellissimi fari sul suo percorso, ma anche nel fatto che essendo poco conosciuto e meno intrapreso di atri riesce nell’intento di far riflettere interiormente le persone che lo percorrono. Bella esperienza!

    • Stefania ha detto:

      Si Elisa! E’ una cosa che ho pensato anche io, leggendo il libro! Mi sembra un percorso “più privato” 🙂

  7. Che bella intervista, brava Stefania! A me piacerebbe immensamente fare un bel viaggio a piedi, spero di riuscirci, prima o poi. Non conoscevo questo Cammino e, tra l’altro, Minorca mi chiama da un bel po’…insomma, proprio una bella scoperta! Grazie 🙂

  8. Carmen ha detto:

    Wow sono stata a Mallorca e ho tanta curiosità di visitare Minorca…e questo cammino va ad aggiungersi alle tante meraviglie di cui ho sentito parlare. Mi affascina tantissimo poter vivere un esperienza di questo tipo. Grazie per questo consiglio di lettura ma alla fine anche di viaggio 😉 Un abbraccio

    • Stefania ha detto:

      Ciao Carmen! Si, anche io sono stata a Mallorca e mi è sembrata molto turistica.. Minorca sembra più autentica 😉 Mi fa piacere di averti dato qualche consiglio 😉

  9. Che meraviglia!il cammino di santiago è nella mia lista…ma mi ispiara molto questa tappa alternativa…piu che altro perché molto meno battuta,quindi probabilmente ancora più autentica! I viaggi a piedi sono detox per tutto: il corpo e la mente! Molto interessamte e bella l’idea dell’intervista…peccato per i fari!!!! Chissà che vista c’era! 🙂 wow! Scoperta una nuova meta per un viaggio a piedi! Ottimo bottino della giornata! 😉

  10. Cammino meno conosciuto ma deve essere bellissimo percorrere tutti quei chilometri in mezzo alla natura 🙂

  11. Il viaggio a Minorca del 2013, mi ha cambiata sotto molti punti di vista. Anche perché mi ha fatto comprendere come non bisogna mai sottovalutare certe mete.
    Quell’isola ha in sé una magia, che parte dai suoi paesaggi, per passare attraverso la storia, i borghi antichi, i sentieri unici.
    Il Camí de Cavalls io l’ho percorso solo in alcuni tratti, ad esempio da Binimel-là verso Cala Pregonda, oppure per vedere Pont d’en Gil. Mi ha stregato, per cui posso solo immaginare l’incanto di seguirlo tutto.
    I fari, però, sono una delle altre visite che non dimenticherò mai: non mi e più capitato di vederne di così belli, ed in contesti tanto unici.
    Claudia B.

    • Stefania ha detto:

      Ciao Claudia! Dicono tutti sia un’isola bellissima e le foto, alla fine del libro di Walter, me lo hanno confermato 🙂

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