Rifugio antiaereo di Santander

Una visita interessante che potete fare se vi trovate a Santander è quella al rifugio antiaereo, l’unico visitabile nella capitale della Cantabria. L’ingresso si trova vicino all’attuale Plaza del Príncipe, in pieno centro storico.

rifugio antiaereo santander - bomba - aspassoperlaspagna.it

Rifugio antiaereo di Santander: la storia

Il vero nome del rifugio antiaereo di Santander è “Rifugio Mariana Pineda” perché questo era il nome originale della piazza in cui si trova. Questo luogo nacque inizialmente per riparare esclusivamente i militari della milizia repubblicana (successivamente venne aperto ai civili) che combattevano contro le truppe franchiste. Il rifugio era in grado di accogliere circa 70 persone, ma non era il più grande di Santander in quanto alcuni arrivavano a una capacità di circa 3000 persone. Forse l’unico della città costruito in cemento, non dispone di un sistema di ventilazione ed è poco profondo perché scavare di più avrebbe comportato l’allagamento dello stesso a causa della vicinanza al mare. Il luogo è rimasto praticamente come l’originale tranne per il sistema di illuminazione e gli schermi installati per renderlo più adatto alla visita.

Rifugio antiaereo di Santander: il giorno della consapevolezza

Fino al 27 dicembre del 1936, la popolazione di Santander prendeva un po’ sottogamba la guerra e i loro possibili tragici effetti. Quel giorno, però, degli aerei tedeschi della ben nota legione Condor (gli stessi che bombardarono anche Guernica insieme ad aerei italiani), attaccarono uno dei quartieri operai della città, provocando più di 60 morti. Il panico prese, giustamente, il sopravvento e in pochissimi mesi si arrivò a costruire un numero totale di 114 rifugi sparsi per la città, rifugi che vennero usati fino all’agosto del 1937 quando le truppe franchiste conquistarono Santander.

Rifugio antiaereo di Santander: le condizioni e le regole dei rifugi

La priorità d’entrata era data a donne, bambini, anziani e malati. Solo queste ultime due categorie potevano, portandosi la propria sedia da casa, sedersi durante il tempo d’attesa mentre agli altri ciò era negato anche per lasciare libere le vie di accesso/fuga. I rifugi erano costruiti in modo che ci fossero più stanze e cunicoli, per scongiurare il rischio, quasi certo, di morte di tutti gli occupanti nel caso venisse colpita solo una parte dello stesso. Le regole erano apposte dentro il rifugio (e sono visionabili durante la visita sia nella loro forma originale che riprodotta).

rifugio antiaereo santander - aspassoperlaspagna.it

Rifugio antiaereo di Santander: la scomparsa e il ritrovamento del rifugio

Nel 1941 scoppiò un grande incendio a Santander che distrusse completamente il centro storico, ma nel quale, fortunatamente, non perse la vita nessuno (se non un pompiere venuto da Madrid che morì successivamente per un colpo ricevuto mentre cercava di spegnere l’incendio). Il Casco Viejo venne quindi ricostruito sulle macerie e solo nel 2006, scavando per restaurare l’attuale piazza, si ritrovò il rifugio Mariana Pineda che si pensava distrutto per sempre, insieme a parti originali della vecchia muraglia.

Rifugio antiaereo di Santander: la visita

Il rifugio è visitabile (max 15 persone alla volta) solo con visita guidata in spagnolo di 45 minuti (lo sconsiglio a chi soffre parecchio di claustrofobia anche se si può uscire in qualunque momento), prenotando all’Ufficio del Turismo per soli 2 euro. La visita fa parte del progetto “Anillo cultural” che include la visita guidata al rifugio, alla muraglia e alla torre della cattedrale (2 euro/visita oppure biglietto comulativo di 6 euro che include la visita guidata al Palazzo della Magdalena). Durante la visita si visionano interviste ad anziani che erano bambini all’epoca dei fatti, si può vedere una bomba originale di 250 kg (ovviamente disinnescata) ed un’uniforme da pilota. C’è una parte di visita solo da sentire, possibilmente con gli occhi chiusi, che riproduce il suono degli aerei e delle bombe sganciate a diverse distanze fino a quella che cade sopra il rifugio e sembra quasi che le pareti stiano tremando. Un’esperienza da “brividi” che aiuterebbe a far pensare prima di commentare, con molta superficialità, quello che succede ancora in certe parti del mondo e le relative conseguenze.

rifugio antiaereo santander - regolamento aspassoperlaspagna.it

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *