Río Limia: il fiume gallego dell’oblio

Chi mi segue da tempo, dovrebbe averlo già capito: adoro le leggende! Per quanto assurde possano essere, aggiungono della storia o un aneddoto da raccontare, quando si parla di quel determinato luogo o di quello specifico monumento. Aggiungono magia. Oggi vi parlo della leggenda del Río Limia che è nata in tempi molto antichi, i tempi dei nostri predecessori Romani.

Il fiume Limia (o Lima) è un fiume gallego (nasce, infatti, in territorio spagnolo dal monte Talariño) di circa 100 km e che sfocia nell’Oceano Atlantico, sul territorio portoghese, nella località di Viana do Castelo. La leggenda che ruota intorno a questo río, riguarda la paura primitiva degli uomini di dimenticare qualsiasi cosa, ma soprattutto ciò che c’è più caro: la famiglia, gli amici, la nostra storia, perfino noi stessi.

Il racconto, come tutte le leggende, viene sempre riportato in maniera un po’ differente, a seconda di chi lo narra, e quindi potrebbero esserci discrepanze fra di essi.

leggenda rio limia - aspassoperlaspagna.it

Questo fiume venne chiamato dagli antichi Romani fiume Lethes, il fiume della mitologia romana e greca, che cancellava la memoria nel regno di Ade, l’oltretomba.

La leggenda narra che, nel 138 a.C., il generale romano Decimo Junio Bruto, per cercare di conquistare le terre più occidentali della Galizia, si trovò davanti a questo fiume. Le sue truppe, però, che conoscevano la sua storia ovvero quella che raccontava che chiunque l’avesse attraversato, avrebbe perso completamente la memoria, si rifiutarono di guadarlo. Fu così che il generale decise di attraversarlo da solo e, per provare la falsità della leggenda, iniziò a chiamarli ad uno ad uno per nome. Divenne famoso per il suo coraggio, già abbondantemente dimostrato durante la conquista dei territori galiziani e fu per questo chiamato con il soprannome di Galaico (i galaicos erano un gruppo misto formato da persone che vivevano negli antichi territori, conosciuti ora come Galizia, e di popolazioni celtiche).

 

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