Studiare a Huelva: intervista a Martina

Oggi Martina ci porta a Huelva, in Andalusia, per conoscere la città dove sta facendo il suo Erasmus. Pronti? 😉

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Ciao Martina! Hai deciso di fare il tuo Erasmus a Huelva. Come mai hai scelto di trasferirti all’estero? Come mai proprio la Spagna?

Prima di tutto ciao a te e ciao a tutti! Per rispondere alla tua domanda, ho sempre avuto le idee abbastanza chiare su quello che volessi fare “da grande” e su come avrei voluto raggiungere i miei obiettivi. Sapevo che trasferirmi all’estero era una cosa essenziale per sviluppare la vita che volevo e così ho colto l’occasione e appena uscito il bando Erasmus della mia Università l’ho subito compilato (penso infatti di essere stata la prima a completare la domanda ahahah). Anche per quanto riguarda la destinazione, sapevo che sarei voluta andare in Spagna, in una terra dove c’è sempre il sole che sembra non voglia tramontare mai, dove ogni momento è buono per uscire a bere un tinto con limón o una cerveza, che siano le 3 di pomeriggio o l’1 di notte, dove cammini per strada e la gente ti saluta per cortesia, dove puoi farti il bagno in mare a novembre inoltrato.

Che Università stai frequentando? Cosa ne pensi del loro sistema universitario? Che differenza trovi con l’Università italiana?

In Italia sto frequentando la facoltà di lingue, ma qui si chiama Filologia Hispanica. Appena arrivata mi è sembrato un po’ un altro mondo: le lezioni sono quasi sempre da non più di 30 persone, il campus universitario è ben curato e i professori sono super disponibili. Il loro sistema universitario è un po’ diverso dal nostro, gli esami sono tutti scritti e la prima cosa che ho trovato molto difficile è stata quella di iniziare a studiare già dall’inizio, cosa che in Italia non facevo, in quanto ogni due settimane circa si fanno prove intermedie che valgono un buon 20% del voto finale. Un altro 5% del voto è dato anche dalla frequenza e dall’interesse con cui segui le lezioni e svolgi i compiti. 

Conoscevi già questa città prima di abitarci? Perché l’hai scelta?

Sinceramente no. Huelva è una delle province meno conosciute dell’Andalucía e della Spagna in generale. Però, scorrendo il bando, mi sono informata un po’ su tutte le mete che erano disponibili (non sarei voluta andare in una città troppo grande e caotica) e questa mi è sembrata la scelta migliore, vicino a “tutto”, ma molto tranquilla.

Dove hai imparato lo spagnolo?

La lingua in sé mi è sempre piaciuta: fin da piccola mi guardavo video e ascoltavo canzoni spagnole, ma è solo all’Università che ho potuto iniziare a studiarla seriamente. 

Stai trovando difficoltà nel comunicare con le persone del luogo?

Per niente, anzi, sono tutti molto curiosi di conoscere gente straniera e anche di imparare l’italiano. Pensa che mi correggono ogni volta che faccio qualche errore o non mi ricordo qualche parola. L’unica pecca forse è che veramente qua nessuno parla inglese, solo spagnolo o, peggio ancora, andaluso. 

Cosa ti manca di più dell’Italia?

Dire la famiglia e il cibo è scontato. Ho trovato pizze pronte “alla carbonara” con i funghi, spaghetti al sugo in barattolo e altre cose che ho cercato di dimenticare. Però forse dell’Italia, oltre alle mozzarelle e al parmigiano, mi mancano le mie abitudini, gli orari e i negozi aperti anche la domenica.

Stai visitando anche altre città? Quali consiglieresti assolutamente?

Un posto che consiglierei a tutti di visitare è la regione delle Algarve in Portogallo, veramente super vicina a Huelva e molto caratteristica. Oltre a questa, è scontato dire Siviglia (a mio parere la più bella), Cadice, Granada, Córdoba, i paesini della Sierra di Huelva e tutta l’Andalusia in generale, una regione stupenda. Un posto di cui mi sono innamorata è Ronda, piccolo paese nella provincia di Málaga.

Raccontaci qualcosa di interessante o particolare su Huelva…

Non tutti lo sanno, ma Cristoforo Colombo è partito proprio da qui per il suo viaggio alla scoperta delle Americhe. È partito da Palos della Frontera, a 5 km dal centro di Huelva. Tutto qui è dedicato a lui: piazze, fontane, strade, bar, ristoranti. C’è pure la sfilata storica in suo onore e la riproduzione delle tre caravelle al Muelle. Inoltre i simboli di questa provincia sono senza dubbio el jamón e le fragole e ci sono ferias ovunque durante tutti i periodi dell’anno. Ultima cosa: il mese scorso, proprio per le strade del centro, è stato creato il “bocadillo de jamón más grande del mundo”, battendo il Guinnes World Record.

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Qual è il tuo monumento o luogo preferito di Huelva? Perché?

C’è una zona nel centro, vicino alla stazione degli autobus, piena di murales. Non è valorizzata per niente, i murales sono nascosti tra i palazzi e alcuni sono anche un po’ rovinati, ma tutti colorati in mezzo al bianco e giallo delle facciate sono, a parer mio, bellissimi. Tutti hanno un significato: non sono scritte a caso, sono vere opere d’arte. Oltre a questa parte, devo dire che anche la spiaggia ha il suo perché: siamo già sull’oceano e questo fa si che le correnti trasportino un sacco di conchiglie a riva, che funzionano come spartiacqua tra il mare e la sabbia.


Grazie mille per la tua disponibilità 🙂

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