Studiare a Siviglia: intervista a Nancy

Siviglia è una delle città più amate dagli italiani, ma come sarà studiare lì? L’ho chiesto a Nancy che ha avuto la fortuna di poter svolgere il suo Erasmus in questa meravigliosa ciudad e che se ne è innamorata così tanto che ha deciso di tornarci, 3 anni dopo, per iniziare la sua nuova vita.

Studiare a Siviglia - aspassoperlaspagna.it

Ciao Nancy! Ti sei trasferita a Siviglia nel 2013 per il tuo Erasmus. Come mai hai scelto proprio la Spagna e, nello specifico, Siviglia?

Salve a tutti! Una docente mi propose di fare l’Erasmus in questa città per poter fare lì le mie ricerche per la tesi di laurea magistrale: per me era un sogno che si avverava. Da laureata in Storia, questa città ha sempre esercitato su di me un fascino particolare, per via del suo essere crocevia di culture. Mi sono informata e parlando con chi era già stato lì ho scoperto che oltre ad essere bellissima, Siviglia era anche economica. Me ne sono innamorata fin dal primo giorno, l’ho sentita mia, così, tre anni dopo, a gennaio 2016, ho deciso di trasferirmi per provare davvero a renderla la mia città.

Che Università hai frequentato? Cosa ne pensi del sistema universitario a Siviglia? Che differenza trovi con l’Università italiana?

Studiavo Filologia all’epoca quindi ho avuto la fortuna di fare l’Erasmus presso l’Universidad de Sevilla. L’Università è in realtà dislocata in vari edifici, ma la mia facoltà era nel Rectorado, il secondo edificio più grande di Spagna. Gli esami che ho sostenuto io sono stati abbastanza facili, ma questo perché in generale in Spagna è diverso l’approccio allo studio; si lavora molto in classe e si preparano piccole tesine di volta in volta, questo rende l’esame più semplice. In Spagna si inizia prima l’Università, a 18 anni, e si finisce anche prima. Per essere abilitato all’insegnamento, per esempio, bastano 4 anni di studi, da noi ce ne vogliono 6! A livello organizzativo nessun problema, la burocrazia è più snella della nostra. Per non parlare poi di biblioteche e sale studio, fornitissime, con prese per il pc ad ogni postazione e connessione internet ovunque, ma soprattutto aperte a qualsiasi ora. Forse è perché provengo da un pessimo ateneo, ma queste cose i primi tempi mi sconvolsero, in positivo ovviamente. Anche per questo motivo ho deciso di continuare la mia formazione in Spagna, ma di questo preferisco non parlare per scaramanzia.

Conoscevi già Siviglia prima di abitarci?

No, come dicevo prima solo per via dei miei studi. Ma non è stato un problema, basta non perdersi per Santa Cruz, oppure perdersi e berci su (rigorosamente una Cruzcampo!).

Dove hai imparato lo spagnolo?

A Siviglia. Sono partita che sapevo giusto l’essenziale per non perdermi e per iscrivermi all’Università!

Hai trovato difficoltà nel comunicare con le persone del luogo?

Devo essere sincera, sì! Le prime tre settimane sono state dure perché a Siviglia non si parla spagnolo, ma andaluso, un dialetto molto stretto, e lo parlano tutti, anche i docenti in classe. Bisogna farci l’orecchio, ci vuole un po’ di tempo…ora parlo andaluso anche io, è inevitabile! Ma devo dire che i sivigliani sono stati adorabili in ogni momento, se vedono uno straniero in difficoltà lo aiutano.

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Cosa ti mancava di più dell’Italia?

Oltre alla famiglia, com’è ovvio che sia, poche cose mi mancano dell’Italia quando sono a Siviglia: non vedere il mare e la vera salsa di pomodoro!

Un posto da visitare assolutamente in Andalucía

In un tour dell’Andalucía oltre a Siviglia non possono mancare due perle che spesso vengono tralasciate: Cádiz e Ronda.

Qual è il tuo monumento o luogo preferito di Siviglia? Perché?

Plaza de España perché è così imponente da togliere il fiato, letteralmente.

Mai lasciare l’Andalucía senza…

Bella domanda, è troppo difficile scegliere per me. In ogni caso l’ultima cosa che faccio sempre prima di ripartire è un lungo giro in bicicletta per le strade della città, di notte, è un’emozione che non so spiegarvi!

Grazie mille per la tua disponibilità 🙂

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