Studiare a Vitoria: intervista a Domenico

Oggi Domenico ci porta a Vitoria-Gasteiz, la capitale dei Paesi Baschi, per raccontarci la sua esperienza e dirci com’è studiare a Vitoria.

studiare a Vitoria -aspassoperlaspagna.it

Ciao Domenico! Hai deciso di fare il tuo Erasmus a Vitoria. Come mai hai scelto di trasferirti all’estero? Come mai proprio la Spagna?

Ho deciso di trasferirmi all’estero per un semestre perché avevo voglia di provare una nuova esperienza, anche se non mi sono mai reso conto di quello che stavo per fare fino a quando non ho messo piede nell’aereo che da Napoli mi ha portato in Spagna. Comunque più che Vitoria, diciamo che ho scelto di fare l’Erasmus nel País Vasco. La ragione potrà far sorridere qualcuno, ma nasce dalla passione per il calcio. A Bilbao, infatti, c’è una squadra che ammiro moltissimo per una filosofia decisamente affascinante: parlo dell’Athletic e di quel “vizio” di giocare solo con gente basca. Una questione identitaria che mi ha incuriosito moltissimo, avevo una grandissima voglia di conoscere il País Vasco.

Che Università hai frequentato? Cosa ne pensi del loro sistema universitario? Che differenza trovi con l’Università italiana?

Ho frequentato l’Universidad del País Vasco. Le differenze con l’Università italiana sono veramente tante, a partire dal modo in cui vengono impostate le lezioni. Ho percepito l’esperienza alla UPV come un ritorno alle superiori, per la presenza delle prove in itinere e dei compiti a casa, ma anche per il rapporto più diretto con i professori. In maniera molto impopolare, tuttavia, devo dire che preferisco il sistema universitario italiano.

Conoscevi già questa città prima di abitarci? Perchè l’hai scelta?

A me piace dire che io ho scelto Bilbao e Vitoria ha scelto me. Appena ho visto che Bilbao era tra le mete possibili e nella home della UPV ho letto “Campus Arabko” non ho esitato nemmeno un istante a mettere il codice Ebilbao01 come prima scelta. “Arabko” perché stavo cercando un’Università che mi permettesse di studiare la lingua araba. Pensai: “Wow, hanno addirittura un campus dedicato soltanto alla lingua araba!”. In realtà ho scoperto, troppo tardi, che Arabko è “Alava” in euskera. E Alava è la provincia a cui fa capo Vitoria-Gasteiz. Campus di Alava, non campus di arabo. E no, non sapevo l’esistenza di Vitoria-Gasteiz, che è addirittura la capitale del País Vasco. Una piacevole scoperta.

Dove hai imparato lo spagnolo?

Punto ancora una volta il dito verso il calcio. Non ho mai studiato veramente lo spagnolo, ma dal 2008-2009 leggo ogni giorno i quotidiani sportivi spagnoli online, a causa di una spiccata passione verso il calcio iberico, e questo mi ha permesso di sviluppare un’ottima conoscenza della lingua.

Hai trovato difficoltà nel comunicare con le persone del luogo a causa del basco/euskera?

Nessuna difficoltà, con gli stranieri comunicano in spagnolo. Tuttavia nel corso dei mesi in terra basca ho avuto il piacere di imparare alcune parole come Kaixo (Ciao), Ongi Etorri (Benvenuto), Beti (Sempre, utilizzato nel motto della squadra locale, Beti Alaves), Egun On (Buongiorno). Menzione speciale per Agur, che può essere tradotto con un “arrivederci”. Anche se l’intera conversazione si tiene in spagnolo, agur in terra basca è un vero e proprio obbligo. Tutti ti salutano con agur, sempre. Ad ogni modo faccio mie le parole della rettrice della UPV all’atto di congedo: lei infatti ci ha detto di fare tesoro delle paroline in euskera imparate nel corso dei mesi in terra basca perché sono il regalo di Euskadi ad ognuno di noi. Sicuramente la pensava così anche lo scrittore Nabukov, che ha passato alcune estati della sua gioventù nella parte francese del País Vasco. Una volta un pastore gli disse che farfalla in basco si diceva “miserikoletea”. Nabukov tuttavia non riascoltò mai più quella parola perché ogni basco gli menzionava una maniera diversa per dire “farfalla”. Questo perché in lingua basca ci sono oltre 200 modi per dire farfalla, ma Nabukov non poteva saperlo…

studiare a Vitoria - città - aspassoperlaspagna.it

Cosa ti mancava di più dell’Italia?

Nei mesi invernali, dato che il secondo nome di Vitoria-Gasteiz è “Siberia-Gasteiz”, sicuramente mi è mancato il nostro clima. Poi, con il tempo, ho cominciato a sentire la mancanza della pizza.

Durante il tuo Erasmus, hai visitato altre città? Quali consiglieresti assolutamente?

Pamplona, Bilbao, Donostia, Santander e una località che si chiama San Juan de Gaztelugatxe. Mi sono piaciute veramente tutte, consigliarne una in particolare significherebbe fare un torto alle altre e non me la sento perché tutte mi hanno trasmesso qualcosa che porterò sempre con me. Se vi trovate in zona visitatele tutte, veramente. E non lasciatevi vincere dal pensiero della “fatica” per raggiungere le “scale sull’oceano” di San Juan de Gaztelugatxe. “Per quanta strada ancora c’è da fare, amerai il finale”. Un luogo veramente splendido.

Raccontaci qualcosa di interessante o particolare su Vitoria…

Vitoria-Gasteiz è stata la capitale europea del verde nel 2012. Intorno alla città, infatti, sorge un vero e proprio “anello verde” con tanti meravigliosi parchi come Olarizu, Salburua e Armentia.

Qual è il tuo monumento o luogo preferito di Vitoria? Perchè?

Il mio posto preferito è una specie di “terrazza” che affaccia sulla piazza della Virgen Blanca. Qui, infatti, c’è la statua del “Celedon” che è il il personaggio che, calandosi dal cielo con un ombrello, apre la festa patronale di Vitoria ad agosto. Con la statua del “Celedon” ho instaurato una vera e propria amicizia. Ho realizzato con lui diversi video abbastanza divertenti, diventando così per tutti “l’uomo che parlava con le statue”. Custodisco gelosamente la foto del mio ultimo giorno a Vitoria, in cui abbraccio il “Celedon”. Simbolicamente è il mio abbraccio ad una città a cui ho voluto bene e che sempre porterò con me.

Grazie per la tua disponibilità 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *