Antoni Gaudí: una vita fra religione e Sagrada Familia

La vita di Gaudí fu lunga e ricca di cultura e progetti, ma anche di tante disavventure. L’arte era la sua vita ma morì senza essere riuscito a vedere conclusa la sua opera più importante: la Sagrada Familia.

Antoni Gaudí i Cornet nacque nella cittadina catalana di Reus, vicino Tarragona, il 25 giugno del 1852. Figlio di artigiani e nato in una famiglia numerosa, la sua passione per l’arte e l’architettura lo spinse a trasferirsi, insieme al fratello Francesc, nella vicina e più grande Barcellona in modo da poter studiare alla Scuola Superiore di Architettura.

Gaudí - foto dal web

Sconvolto da due tragedie familiari (la morte della mamma e del fratello Francesc), Gaudí si incentrò sempre di più sui suoi studi e iniziò a collaborare con alcuni architetti per vari progetti: creò vetrine per negozi, mobili liturgici e partecipò all’Esposizione Universale di Parigi oltre ad altri che però non concluse.

Tanto legato alla sua famiglia, prese in affidamento la nipote, alla morte di sua sorella.

Nel 1883, a soli 31 anni, su proposta di Joan Martorell, iniziò a supervisionare i lavori della Sagrada Familia, dedicando la sua vita alla sua costruzione, anche se non in modo esclusivo. Nel frattempo, infatti, partecipò alla costruzione de La Pedrera, del Parc e del Palau Güell, di Casa Botines a León, del Palazzo Episcopale di Astorga e restaurò, senza concluderla, la Cattedrale di Palma de Mallorca, solo per citare alcuni dei suoi lavori più importanti.

La religione ebbe un ruolo fondamentale e nel 1884 rischiò addirittura la vita a causa di un digiuno quaresimale estremo, fermato solo grazie all’intervento di un famoso vescovo.

Il duro lavoro e i continui lutti familiari, cagionarono sempre di più il suo stato di salute, tanto da costringerlo a dover prendere alcune pause lavorative e trasferirsi fuori Barcellona per poter curarsi.

Gaudì - interno della Sagrada Familia

Interno della Sagrada Familia

Teneva così tanto alla Sagrada Familia, chiamata anche Tempio Espiatorio della Sagrada Familia, che, a corto di finanziatori, si ridusse all’elemosina per strada per cercare di raccogliere più soldi possibili. La sua ossessione per quest’opera d’arte, era tanta da decidere di trasferirsi, durante quelli che saranno gli ultimi anni della sua vita, nel suo laboratorio all’interno della Sagrada Familia, in modo da poterci dedicare più tempo possibile.

Il 7 giugno del 1926, Gaudí venne investito da un tram ma, a causa del suo modo di vestire e del suo aspetto trasandato, venne inviato all’ospedale Santa Croce, l’ospizio dei mendicanti, in quanto scambiato per uno di essi. Fu solo il giorno dopo che venne identificato e trasferito a un vicino ospedale, dove però non sopravvisse alle ferite, morendo il 10 giugno del 1926.

Al suo funerale parteciparono migliaia di persone e il suo corpo venne sepolto nella cripta della Sagrada Familia, opera che è ancora, dopo più di un secolo, in costruzione.

14 Responses

  1. Silvia ha detto:

    Ho amato ogni opera lasciata da Gaudì a Barcellona. Una vita tra genio e follia, devozione ed espiazione.

    • Stefania ha detto:

      Esattamente, Silvia! Una vita molto particolare che l’ha portato a creare il suo stile 🙂

  2. Trovo sempre interessante leggere le vita e le vicende dei grandi personaggi storici e artistici. Sembra che le più grandi forme d’arte scaturiscano sempre da qualche tragedia…sarà così? In ogni caso, la Sagrada Familia è davvero un’opera senza eguali, ogni volta che ci penso mi sconvolgo al pensiero che sia ancora in costruzione…chissà se riusciremo mai a vederla conclusa?

    • Stefania ha detto:

      Ciao Agnese! Teoricamente dovrebbero concluderla nel 2026… speriamo bene! E’ già bellissima cos’, chissà conclusa! 🙂

  3. Camilla Assandri ha detto:

    Sono stata a Barcellona e trovo le sue opere magnifiche!
    I colori e le particolari forme mi piacciono moltissimo.
    Non conoscevo la sua vita, mi ha fatto molto piacere leggere il tuo articolo.

    • Stefania ha detto:

      Grazie mille Camilla! Effettivamente conoscendo la vita di un autore, si scoprono tante cose sulle sue opere 😉

  4. Valeria ha detto:

    Questo “dietro le quinte” su Gaudì mi mancava: ho studiato solo le sue opere ed ora il quadro mi è più chiaro. Grazie! 😉

  5. Non ho amato particolarmente Barcellona, ma le opere di Gaudì invece mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta! Conoscevo la storia della sua morte, poveretto…per fortuna che lo hanno riconosciuto all’ultimo 🙂

    • Stefania ha detto:

      Ciao Sara! Anche a me la storia della sua morte aveva molto shockato, meno male che all’ultimo è stato “fortunato”

  6. Chiara ha detto:

    Che meraviglia la Sagrada Familia! A Barcellona ci tornerei subito! 🙂

    • Stefania ha detto:

      Ciao Chiara! Anche io!!! E’ davvero bellissima ma soprattutto è la città che mi ha fatto innamorare della Spagna 😉

  7. Cassandra Testa ha detto:

    Durante la mia visita della città di Barcellano ho visitato la Sagrada Famiglia e Parc Guell. Sono rimasta veramente affascinata dalle opere di questo grande artista.

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