La città di vapore, l’ultimo libro di Carlos Ruíz Zafón

Il 19 giugno 2020 il mondo della letteratura (e non solo) piangeva alla notizia della prematura scomparsa per malattia di uno degli autori spagnoli più incredibili e coinvolgenti di sempre: Carlos Ruíz Zafón.

Carlos Ruiz Zafon

L’idea iniziale del libro “La città di vapore” nasce dall’esigenza di Zafón di omaggiare i suoi lettori, soprattutto quelli della saga de “Il cimitero dei libri dimenticati”, per l’affetto dimostratogli. Purtroppo questo libro viene pubblicato postumo e, come si legge nella nota dell’editore, diventa dunque l’omaggio della casa editrice all’autore stesso.
La raccolta si compone di 11 racconti, alcuni inediti e altri già pubblicati, apparentemente slegati fra loro, ma con una forte connessione e tanti richiami alle opere precedenti.
I racconti sono ambientati principalmente a Barcellona e seguono lo stile “zafoniano” che racconta una città molto diversa da quella che siamo abituati a vedere: uggiosa, spettrale, industriale, criminale. Nonostante questo, ci sembra di essere lì sopratutto quando notiamo riferimenti a luoghi che abbiamo visitato durante i nostri viaggi in terra catalana. Nel libro, però, ci sono anche alcuni riferimenti al nostro paese, l’Italia, che ritroviamo anche nel suo racconto più lungo “Il principe di Parnaso” che racconta l’avventura vissuta da un “tal” Miguel de Cervantes e che lo porterà alla stesura del libro che lo consacrerà alla storia, “Don Quijote”, dove si intrecciano aneddoti veri a quelli inventati, tanto per rendere più accattivante il racconto.
La città di vapore Carlos Ruíz Zafón - aspassoperlaspagna.it
La cosa più emozionante, però, per i lettori più affezionati, è scoprire finalmente come, dove e perché è nato “il cimitero dei libri dimenticati”. 
Come sempre Zafón non delude, ma anzi emoziona e ti fa ingenuamente credere di essere riuscito ad unire tutti i pezzi del puzzle per poi farti accorgere che la storia diventa ancora più complicata e misteriosa di prima. L’unico difetto che si può trovare al libro è che finisce e, di botto, ci rendiamo davvero conto che non torneremo più a leggere altri tesori del nostro amato Carlos. 

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