Se anche tu, come me, nel tempo libero scrolli i social, ma soprattutto Tik Tok per svagarti un po’, probabilmente avrai visto uno o più video pubblicati da qualche studente o studentessa spagnoli alla fine dei quali ci sono solo due possibilità: o si gioisce o ci si dispera!
LA PAU E IL TREND DI TIK TOK: IL VIDEO
Prima di spiegarti qualcosa in più, però, ti racconto cosa succede in questo video nel caso non ti sia ancora capitato di vederne uno.
In sovrimpressione vi sono delle scritte, come se ci fosse una tabella immaginaria di tre colonne: nella prima colonna ci sono le materie, nella seconda i voti che chi sta facendo il video si aspetta (aspettativa) e nella terza i voti realmente ottenuti (realtà). Nel video partecipano almeno sempre due persone: chi legge i voti e la persona che in quel momento aspetta trepidante las notas (ovvero voti, in spagnolo). Perché il “bello” consiste anche in quello: spettacolarizzare questo momento che, spesso, diventa più virale se le aspettative sono completamente disattese. Se il voto ricevuto è più alto di quello prospettato, la terza colonna si riempirà del valore numerico in verde, altrimenti sarà rosso. Come finiscono i video? Dipende dai punteggi! C’è chi si dispera, chi invoca la revisión e chi urla e festeggia con amici e parenti.
LA PAU E IL TREND DI TIK TOK: SIGNIFICATO E A COSA SERVE LA PAU
Ora che siamo allineati sul video, passiamo alla PAU per capire cosa è e perché causa, a volte, tanta disperazione.
La PAU è la Prueba de Acceso a la Universidad ovvero un test che viene effettuato alla fine del bachiller (dove si ottiene un equivalente del nostro diploma di maturità) dagli alunni che vorranno poi entrare in un’università in Spagna. Starai pensando che magari sia un esame un po’ strano, ma in realtà anche le nostre università hanno una selezione con una prova d’accesso che, se non viene superata, ti impedirà di entrare in quella determinata università. Onestamente non sono molto convinta di questa tecnica, si rischia che persone molto valide possano non accedere a quel tipo di istruzione (non c’entra l’intelligenza o l’essere colto, molte prove sono davvero insensate in Italia), oltre al fatto che molto spesso l’università fa una specie di selezione “naturale”. Prova a vedere come sono piene le aule a settembre/ottobre e poi ritornaci a febbraio… sembrerà di stare in un altro luogo!
Il nome ufficiale del test, PAU appunto, è tornato ad essere questo nel 2025, ma negli anni precedenti veniva anche chiamato Selectividad (fino al 2006), EVAU (Evaluación de Acceso a la Universidad) o EBAU (Evaluación de Bachillerato para Acceso a la Universidad) in alcune comunità autonome come Castiglia e León, Asturie, Estremadura, Murcia, Baleari e Cantabria.
LA PAU E IL TREND DI TIK TOK: COME SI SVOLGE
Il test si svolge su 4 materie obbligatorie (generalmente lingua spagnola, lingua straniera, storia della Spagna o della filosofia e una materia specifica del corso appena concluso, solitamente matematica). Nel caso in cui il test si faccia per un’università che si trova in una comunità autonoma con un’altra lingua co-ufficiale (catalano, galiziano o euskera), le materie saranno 5. Si può anche farsi esaminare su altre materie facoltative (optativas).
La PAU si svolge in due fasi: quella generale e quella seguente, più specifica, per cercare di far aumentare il voto d’ammissione.
I voti assegnati vanno da 0 a 10, la sufficienza di una materia viene assegnata ricevendo almeno un 5, ma i voti ottenuti dovranno poi essere inseriti in una formula che farà sì che il punteggio finale faccia (o meno) rientrare gli studenti fra quelli qualificati.
Ogni anno questo test, neanche a dirlo, scatena grandi polemiche, sia perché molti non credono giusti gli esiti ottenuti (in questo caso si può chiedere una revisione, entro 3 giorni dall’uscita dei voti e, in alcuni casi, devi anche pagare una sorta di “tassa di revisione“) o perché alcune PAU vengono valutate molto più facili in alcune comunità autonome rispetto alle altre.
A te i commenti: cosa ne pensi di questa prova? La conoscevi?