Studiare a Tarragona: intervista ad Alessandro

Trasferirsi, anche per un breve periodo, in Spagna potrebbe essere una decisione difficile da prendere, soprattutto se non si hanno punti di riferimento o se la città in cui si vuole studiare è poco conosciuta. Alessandro oggi ci racconta la sua esperienza e come sia studiare a Tarragona.


TGN Tarragona

Ciao Alessandro! Adesso stai studiando a Tarragona. Come mai hai scelto proprio la Spagna?                                                                                      

Ciao! In realtà io avevo scelto delle mete nordiche perché il mio obiettivo iniziale era quello di diventare fluente in inglese. Dato che nel test della mia Università non ho raggiunto il livello B2 ma un B1+ (cioè al pelo e quasi B2), mi é stato offerto un posto a Tarragona, visto il mio livello di spagnolo B2. Tutti mi dicevano, “ma che vai a fare in Spagna se vuoi imparare l’inglese?” In realtà da quando sono qui il mio livello di inglese è aumentato perché ci sono davvero tanti studenti di tutto il mondo con cui non puoi parlare spagnolo, ma l’inglese.

Che Università frequenti? Cosa ne pensi del sistema universitario a Tarragona? Che differenza trovi con l’Università italiana?                                                                                                                                                       

Studio all’Università pubblica di Tarragona “Universitat Rovita i Virgili“. Per alcune cose penso che sia molto meglio rispetto all’Italia e per altre credo sia peggio ma andiamo con ordine. Innanzitutto bisogna sfatare il mito che gli esami in Spagna siano più semplici rispetto a quelli in Italia: ci sono esami semplici, ma ci sono esami in cui fai fatica a prendere un 5/10 (equivalente a 18/30 in Italia). Questa situazione c’é anche in Italia. Per quanto riguarda le cose migliori, ogni esame avvantaggia di molto i frequentanti: sembra di essere tornato alla scuola superiore perché ogni settimana devo preparare una “práctica” cioè una prova (che può consistere in qualsiasi cosa: da un breve documento Word a un Power Point, da un esercizio a una presentazione di un caso). A mio parere qua è poca la teoria che si studia, ma ogni piccola prova deve essere fatta perfettamente e costantemente bene per arrivare ad un voto alto. Sicuramente c’è molta più pressione per il fatto di dover studiare sempre, ma secondo me è molto meglio perché qua sono i prof che ci tengono che tu impari (si vede che tutti hanno la passione, a differenza dell’Italia in cui sono pochi i prof così, di solito). Un altro pro è dato dall’età dei docenti: sono tutti giovani e disponibili per chiarimenti e approfondimenti. Ci tengono, inoltre, alle regole e, quindi, al minimo sgarro te lo fanno notare subito. L’Università dà, tuttavia, tutti gli strumenti necessari per studiare al meglio: aule in biblioteca predisposte per il lavoro di gruppo e dove si può parlare ad alta voce, computer portatili in biblioteca per una durata di 3 ore rinnovabili, orari della biblioteca favorevoli (dalle 9.00 alle 21.00), wi-fi gratis. Passiamo ai contro: il fatto che non si studi molto la teoria è indice del fatto che si tratta di uno studio pratico e, quindi, devi sempre tenere la tua mente attenta e allenata al minimo dettaglio negli esercizi e nelle prove pratiche perché, oltre a sottointendere concetti, ai miei occhi non sembra facile ragionare come vogliono i prof. Questo potrebbe essere dato dal fatto che ho vissuto in Italia. Essendo un’Università pubblica, l’estetica degli edifici non è cosi curata. Infine, se hai intenzione di fare un esame da non frequentante, pensaci su 10 volte perché in quel caso dovrai studiare parecchi libri (anche peggio di quanto accade in Italia a volte). Per concludere, dato che mi trovo in Catalogna, molti corsi sono impartiti in lingua solo catalana e ciò è davvero assurdo e indica la chiusura mentale dell’Università pubblica per alcune cose.

Conoscevi già Tarragona prima di abitarci?

No, non sapevo minimamente che esistesse.

Come hai imparato lo spagnolo?

Durante i miei 5 anni di scuola superiore.

Spiaggia

Hai trovato difficoltà nel comunicare con le persone del luogo?

All’inizio, nei primi giorni era difficile. Poi pian piano mi sono abituato fino a pensare in spagnolo a volte.

Pensi che la conoscenza del catalano sia, anche parzialmente, fondamentale per vivere in Catalogna?

Dato che per certi versi (come per il lavoro), chiedono il catalano e addirittura non lo spagnolo, penso di sì, che per vivere qui bisogna imparare il catalano. Per fare un Erasmus basta lo spagnolo (l’inglese non lo capisce nessuno qui).

Come è stato l’approccio con la burocrazia spagnola (cambio di residenza, rinnovo patente, NIE…)?

Penso che sia allo stesso livello dell’Italia, se non addirittura peggio: i dipendenti pubblici non rispettano gli orari di apertura. Per esempio l’ufficio mobilità apre alle 9, ma effettivamente apre alle 10.

Cosa ti manca di più dell’Italia?

La pizza.

Un posto da visitare assolutamente in Catalogna

Tutta la regione va visitata perché ogni città è totalmente diversa. Ho notato però che c’è una rambla (si, come la rambla di Barcellona) in ogni città, piccola o grande che sia.

Qual è il tuo monumento o luogo preferito di Tarragona? Perché?

Il monumento di San Jordie il “Castel”. Si tratta di un castello di persone una sopra l’altra. Lo amo perché rappresenta quanto le persone di una stessa città siano unite tra loro.

Grazie mille per la tua disponibilità 🙂

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