Parco Naturale dell’Albufera: un giro in barca fra natura e risaie

Tappa altamente consigliata se il tempo (atmosferico e non) lo permette, è l’Albufera, riserva naturale a pochissimi km da Valencia. Un luogo dichiarato Parco Nazionale l’8 luglio del 1986 e Zona de Especial Protección para Aves (ZEPA) nel 1994, a causa del ruolo chiave che ricopre in Europa nella rotta migratoria dei volatili.

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Parco Naturale dell’Albufera: la storia

Un milione di anni fa, esisteva nei pressi di Valencia un golfo marino che, con il tempo, divenne una porzione d’acqua separata da un litorale (chiamato la devesa, ora considerato un bosco costiero) che si trasformò, restringendosi sempre di più, in un lago. Il nome, Albufera, deriva dall’arabo “albuhaira” ovvero piccolo mare in quanto, inizialmente, le sue acque erano salate ed infatti venivano utilizzate sia come luogo di pesca sia come saline. Con il tempo, il passaggio dell’acqua da salata a dolce, grazie anche all’affluenza di due fiumi (il Turia e il Júcar) lo ha reso il luogo adatto da poter utilizzare per le risaie, o arrozal in spagnolo, dalle quali proviene la maggior parte del riso utilizzato per paella o arroz caldoso, il famoso riso bomba. Considerato il lago d’acqua dolce più grande di Spagna, fu inizialmente di proprietà reale finché, nel 1911, Isabella II lo passò allo Stato spagnolo che, successivamente, lo trasferì al Comune di Valencia. Valencia non è però l’unico comune nel quale si trova questo parco in quanto lo divide con altri 12 municipi.

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Parco Naturale dell’Albufera: il giro in barca

Ci sono molti modi per girare l’Albufera: in autobus turistico, in barca, a piedi o in bicicletta. Qui vi parlerò dell’opzione in barca perché è quella che ho fatto io e, onestamente, non avrei potuto fare scelta migliore. La fermata dell’autobus vi ferma proprio davanti al molo (poi vi spiegherò come arrivarci) dove troverete ad aspettarvi 2/3 barche. Il giro è di circa 40 minuti e costa 4 euro a persona (mi è sembrato di capire che il prezzo potrebbe leggermente aumentare in caso ci siano poche persone). Il nostro barcaiolo ci ha raccontato la storia dell’Albufera, di come si è creata, di cosa si pesca con le calaes (o calada) e del loro piatto tipico “all i pebre” con anguille e patate. Il lago, la cui profondità media è di 1,2 metri, nel passato veniva navigato con barche con vela latina o, in caso di mancanza di vento, con una percha ovvero un bastone usato come remo mentre, attualmente, vengono utilizzate barchette a motore. Vi consiglio, soprattutto se è un giorno particolarmente caldo, di mettervi un cappello (sombrero) o di richiederlo al barcaiolo che ne ha di disponibili sulla barca. Durante il giro, oltre a vedere un sacco di volatili (nella riserva si stima che ce ne siano 250 specie circa), potete vedere le golas cioè 3 canali che mettono in comunicazione il mare con il lago e che servono a regolarne il flusso dell’acqua (per essere mantenuta dolce, l’acqua scorre sempre dal lago al mare) e una barraca, tipica costruzione della zona, utilizzata come casa dai contadini.

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Golas e Barraca

Parco Naturale dell’Albufera: come arrivare

Il parco si trova a 10 minuti da Valencia e quindi è raggiungibile tramite:

*autobus turistico, al costo di 17 euro. Sono due ore di tour (durante il quale non potete scendere dal bus) e, nel caso voleste stare di più nell’Albufera, dovreste pagare un supplemento per cambiare il vostro biglietto di ritorno.

*macchina, il mezzo ideale se volete essere indipendenti dai mezzi e ottimo se volete fare il giro del lago al tramonto.

*autobus di linea, al costo di 3 euro (1.50 andata e 1.50 ritorno).  In circa mezz’ora di viaggio dal centro, l’autobus 25, vi porterà al Parco. Dovrete scendere alla fermata “Embarcadero de la Albufera”, esattamente davanti al molo dove sono ormeggiate le barche. L’unico inconveniente di questa scelta è il fatto che l’autobus passa ogni 2 ore (5 viaggi al giorno) e che quindi vi rende meno autonomi. Dalla stessa fermata, potrete riprendere un autobus dello stesso numero e proseguire fino a El Palmar, un piccolo paesino nel quale mangiare un’ottima paella (vi consiglio il ristorante Albufera, nella piazza centrale).

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Embarcadero de la Albufera

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