Salvador Dalí: un artista fuori dal comune

Non essendo per niente un’esperta d’arte, quando vedo alcuni artisti dei quali non riesco a capire i lavori, mi piace curiosare nella loro vita e cercare di capire perché fossero tanto “strane” le loro opere e vedere quanto la loro esperienza li abbia influenzati. Con Gaudí avevamo scoperto una vita fatta di tragedie familiari e di ossessione per la Sagrada Familia, ma come sarà stata la vita di Salvador Dalí, uno dei più eccentrici artisti spagnoli?

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Salvador Dalí: un artista fuori dal comune – i primi anni

Salvador Felipe Jacinto Dalí i Domènech nacque l’11 maggio 1904 a Figueres (Girona, in Cataluña) da una famiglia abbastanza ricca (suo padre era un notaio), ma non di certo convenzionale. Il nome scelto alla sua nascita non fu casuale: 9 mesi prima, infatti, suo fratello, ancora bambino, che si chiamava nello stesso modo, morì di meningite. Sembra che questa tragedia incise molto sulla vita dell’artista, tanto da caricarlo di un senso di responsabilità, quasi fosse il sostituto del fratello (si racconta che i genitori portarono il piccolo Salvador sulla tomba del fratello e gli dissero che lui era la sua reincarnazione). Nel 1908 nacque sua sorella Ana María. Fu il padre, come spesso succedeva all’epoca, a scegliere la sua educazione e a decidere di mandarlo a studiare alla Scuola di Belle Arti di Madrid, a patto che migliorasse negli studi. Quell’Accademia gli aprì un mondo e fu lì che conobbe anche giovani personaggi del carico di Federico García Lorca, ma i suoi problemi di condotta lo portarono prima a una sospensione per una protesta studentesca e poi all’espulsione per aver dichiarato che i professori che dovevano esaminarlo non erano alla sua altezza. Nel 1921, intanto, Dalí perse la mamma a cui era molto legato e il padre decise di risposarsi con la sorella di lei ovvero la zia di Salvador.

Salvador Dalí: un artista fuori dal comune – incontri con vari personaggi e con l’amore

La passione per quasi tutti i tipi di arte, portarono Salvador a stare in contatto con vari personaggi: Joan Miró, Pablo Picasso, Sigmund Freud, i fratelli Marx e Paul Éluard, per citarni alcuni. Proprio l’incontro con il poeta francese si può dire sia stato quello fondamentale: grazie a lui conobbe la sua compagna Gala (vero nome Elena D’jakonova, moglie di Paul). Oltre al comportamento eccentrico di Dalí, uno dei motivi di rottura con la sua famiglia, fu proprio causata dalla sua storia d’amore per la russa, più grande di lui di 10 anni e della quale era perdutamente innamorato (la sposerà con rito civile nel 1934 e con rito religioso nel 1958). Verso gli anni ’30, Dalí abbracciò il movimento surrealista dal quale, però, venne espulso nel 1934, cosa che non sembrò importargli più di tanto perché rispose con un “il surrealismo sono io“.

Salvador Dalí: un artista fuori dal comune – gli anni americani

Salvador e Gala, con l’occupazione tedesca della Francia, luogo in cui risiedevano, decisero di trasferirsi negli Stati Uniti, dove rimasero fino al 1948. In questi anni Dalí disegnò gioielli, collaborò con vari teatri per le scenografie e i costumi di alcuni balletti, scrisse un’autobiografia, lavorò con Alfred Hitchcock al film “Io ti salverò” (Spellbound) e con Walt Disney per il cortometraggio “Destino”.

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Salvador Dalí: un artista fuori dal comune – il dopoguerra

Con la fine della seconda guerra mondiale, Dalí e Gala tornarono in Europa. Salvador si incuriosì molto nella scienza e in particolare nel nucleare, interesse nato dopo il lancio delle bombe atomiche a Hiroshima e Nagasaki. Continuò a lavorare alle sue opere, collaborò con il Governo italiano e scrisse articoli per giornali francesi. Nel 1964 venne insignito della Gran Cruz de Isabel la Católica, massima onorificienza spagnola.

Salvador Dalí: un artista fuori dal comune – gli ultimi anni di vita

Nel 1969 comprò per Gala il Castello di Púbol, luogo nel quale visse dopo la morte di Gala nel 1982 e del quale diventò marchese, con la nomina del Re Juan Carlos.  Nel 1970 annunciò il progetto di voler creare una casa-museo a Figueres, sua città natale, che venne poi inaugurata il 28 settembre 1974. Nel 1984 il Castello di Púbol divenne inagibile a causa di un incendio (non si sa se provocato da Dalí come tentativo di suicidio o accidentale) e Salvador fu costretto a spostarsi a Figueres dove morì il 23 gennaio 1989 per attacco di cuore.

Salvador Dalí: un artista fuori dal comune – il DNA

Nel luglio di quest’anno, a 28 anni dalla morte dell’artista, un giudice ha deciso di far riesumare il corpo di Dalí, dietro domanda di Pilar Abel che disse di essere sua unica figlia illegittima. I risultati del DNA, arrivati a inizio settembre, hanno confermato che la signora non è figlia dell’artista catalano. Il risultato non ha sopreso di certo Amanda Lear, musa per anni di Dalí, in quanto ha più volte dichiarato che l’artista fosse impotente e che abbia sempre avuto relazioni di tipo “platonico”.

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Salvador Dalí: un artista fuori dal comune -ultime curiosità

*Durante la riesumazione, si è potuto notare che i baffi di Dalí, ispirati da Diego Velázquez, siano ancora perfettamente intatti.

*André Breton lo soprannominò “Avida Dollars“, anagramma di Salvador Dalí, per accentuare il fatto che si fosse venuto per diventare sempre più ricco.

*Il poeta Federico García Lorca provò più volte a proporsi a Dalí, ma egli rifiutò sempre. Il suo biografo scrisse che Dalí aveva paura dell’omossessualità.

*Salvador Dalí fu molto attratto dalla figura di Adolf Hitler, tanto da essere accusato più volte di essere d’accordo con la visione delle dittature dell’epoca.

*Collaborò con varie aziende, fra le quali la Chupa Chups, per la quale ridisegnò il logo.

 

 

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