Carlos Ruiz Zafón: Il prigioniero del cielo

Il prigioniero del cielo (titolo originale “El prisionero del cielo“), è rimasto per 5 anni l’ultimo libro della saga de “Il cimitero dei libri dimenticati“. Nel 2016 è uscito poi “Il labirinto degli spiriti” che ha chiuso definitivamente il cerchio. Oggi vi racconto un po’ di cosa tratta e le mia recensione sul terzo libro della serie. Pronti? 😉

il prigioniero del cielo - aspassoperlaspagna.it

Il gioco dell’angelo: la trama

La storia, come nei precedenti libri, è sempre ambientata a Barcellona ed è narrata da Daniel Sempere, il protagonista del primo libro della saga che questa volta, però, diventa un personaggio secondario, lasciando spazio alla scoperta della vita di Fermín Romero de Torres che avevamo imparato a conoscere durante la lettura de “L’ombra del vento“. Il tempo della narrazione non è costante, anzi, ci sono continui rimandi al passato di Fermín e alla sua vita prima di conoscere la famiglia Sempere. Di lui sapevamo già che era un uomo buono e che era stato in carcere per la sua opposizione al regime franchista, ma in questo libro scopriamo meglio il perché e cosa succedeva in quell’epoca ai non sostenitori del dittatore Francisco Franco. Scopriamo anche che le coincidenze non esistono e ritroviamo tanti personaggi conosciuti ne “Il gioco dell’angelo“, riuscendo finalmente a ricomporre tanti puzzle che renderanno ancora più straordinaria la creatività e il genio di Ruiz Zafón. Chi sarà il “prigioniero del cielo” e perché è legato alla figura di Fermín?

Il prigioniero del cielo: la mia recensione

Senza saperlo, nel mio articolo su “L’ombra del vento“, avevo scritto questa frase “Si inizia e non si riesce più a smettere, si smette e si vorrebbe sapere cosa succede dopo.“. Questa frase mi è venuta in mente appena ho iniziato a leggere “Il prigioniero del cielo”. Perché? Perché questo libro racconta come è continuata la vita di Daniel e di tutte le persone a lui care, a distanza di pochi mesi dei fatti narrati ne “L’ombra del vento“. Non solo Zafón ci regala il presente di Daniel, ma ci racconta il passato di Fermín e di altri personaggi a noi ben noti, cosa che da buona pettegola quale sono, non ho per niente disdegnato. Fra tutti e tre, “Il prigioniero del cielo” è il libro più breve, “solo” 350 pagine, e forse anche quello che soprende di meno, ma solo per il fatto che ci sono pochi nuovi personaggi e che qualche fatto lo conoscevamo già. In ogni caso, non mi stancherò mai di dirlo, è un libro in più che conferma la mia preferenza assoluta verso questo scrittore catalano.

Per chi non conoscesse ancora questo autore o questa saga, consiglio ovviamente di seguire i libri in ordine di uscita: L’ombra del vento, Il gioco dell’angelo, Il prigioniero del cielo e Il labirinto degli spiriti in quanto, nonostante siano libri che non devono essere letti necessariamente in questo modo, facilitano la comprensione della storia e lasciano gli interrogativi giusti, al momento giusto.

2 Responses

  1. Roberta ha detto:

    Sai che l’ho iniziato per ben due volte ma non sono ancora riuscito a finirlo. Non so perchè questo non mi prende, al contrario dei primi due che ho letto tutto d’un fiato. Ma non demordo… sono sicura che prima o poi lo finirò!

    • Stefania ha detto:

      Ciao Roberta! Mi è successa la stessa identica cosa nel secondo libro, ma fossi in te non demorderei Zafón sa sempre come rapire il suo lettore 😉

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